LO STATO E LA RELIGIONE

da | Mar 28, 2025 | BLOG

LO STATO E LA RELIGIONE

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Nel gergo giornalistico alcuni Stati, pochi per la verità, vengono identificati con la religione, anche solo prevalente, che li contraddistingue.

Se per alcuni Stati è un marcato carattere distintivo per altri lo stesso criterio viene completamente ignorato.

Mentre nel passato questa modalità gergale passava inosservata, marginale e anche abbastanza comprensibile, oggi, epoca di grandi terremoti geopolitici assume tutt’altra importanza ed è origine di pericoli e distorsioni che conducono ad atteggiamenti razzisti.

In questi ultimi quarant’anni gli esempi più eclatanti sono due: Israele-Stato Ebraico, Iran-Stato Islamico. Questo tipo dii accostamento non vale per molti altri stati in cui alla pari, per esempio l’identità religiosa è molto marcata. Uno di questi l’Italia che è sicuramente il cuore del Cattolicesimo, anche solo per il fatto che vi risiede il Papa. Tuttavia nessuno si sognerebbe di definire l’Italia, quale alternativa a Stato Italiano, Stato cattolico. In Europa molte nazioni hanno la croce sulla bandiera, come ad esempio la Danimarca, la Norvegia, la Grecia, ma nessuno confonde l’identità statuale con il simbolo religioso del vessillo che, semmai, mostra solo la radice storica da cui deriva quella attuale.

Per Israele questo non è valido, in quanto già dal vessillo (la Stella di David) lo stato mostra di identificarsi fortemente con la religione portandosi dietro e mostrando a tutti che stato e religione si identificano ancora oggi.

Israele considera questa visione un punto di forza del rapporto con la sua storia passata e con quella recente. A mio avviso questa radicale impostazione rischia di snaturare la forza spirituale e religiosa di un popolo dal momento in cui viene accostata alle inevitabili e umane derive dell’azione politica di uno Stato. Cercherò di dimostrare questa tesi.

La prima domanda a cui rispondere è la seguente: Israeliani e Israeliti sono sinonimi? Essere israeliano coincide con l’essere Israelita?

Gli Israeliti eredi del Popolo di Israele sono impegnati con Dio, attraverso la Legge, fin dal tempo dei Patriarchi, in virtù di ciò ogni agire del singolo e della Comunità deve fare i conti con la fedeltà o l’infedeltà a Lui. In primo luogo la Torah, ma a seguire anche l Mishnah con tutte le norme che ispirandosi alla Legge di Dio regolano la vita reale, in teoria, per allinearle con le Sue Leggi sia in ambito civile che religioso vincolando l’Israelita alla coerenza in quanto principi non negoziabili.

L’identità statuale di Israele è coerente con l’identità religiosa o segue altre norme, inevitabilmente umane, legate alle passioni, alle ideologie, alle deviazioni morali? Le leggi del vivere comune, in particolare quelle democratiche (di per sé molto nobili) potrebbero addirittura arrivare a collidere con le stesse leggi di Dio che possono addirittura, solo sulla base di una maggioranza o di una ragion di Stato, essere disconfermate senza il minino rimorso e riferimento alla coscienza religiosa.

La domanda che ci si pone quando alcune scelte di un Paese invece di svincolarsi dalla identità religiosa creano una sorta di sovrapposizione tra i due ambiti quale sarà l’immagine che ne deriverà? In particolare a livello geopolitico?   Quale è la fisionomia dell’attore? Quale il peso dell’identità politica e quale quello dell’identità statuale?

In questo momento il mondo intero valuta in modo molto fortemente critico il modo con cui Israele sta combattendo la sua battaglia nella striscia di Gaza, per la sua crudeltà e per le decine di migliaia di vittime civili che sta generando. In base a quanto detto più sopra la domanda che viene naturale è la seguente: chi sta combattendo? Gli Israeliani (Stato di Israele) o gli Israeliti (Popolo di Dio)?

Per Israele come identità statuale ogni atteggiamento non può assolutamente riferirsi all’identità religiosa poiché, già è discutibile sul piano laico il feroce e ingiustificato uso di tale forza in cui si vede con chiarezza che i due fattori eclatanti sono, la conquista di una terra ingiustificata e condannata sul piano del diritto internazionale e il furore della vendetta. Figuriamoci sul piano religioso! Per un ebreo credente lo scenario non può che essere scandalo per l’umanità e scempio delle leggi di Dio.

Quindi il definire e il definirsi Stato Ebraico è un grosso boomerang che conduce ad assimilare gli Israeliani agli Israeliti conducendo subdolamente l’osservatore verso la nefasta deriva dell’antisemitismo. Conviene quindi agli Israeliani svincolarsi al più presto da questa sinonimia lasciando all’uomo quello che è dell’uomo e a Dio quel che di Dio ritornando alla fedeltà delle origini. Infatti stiamo vedendo come pochi uomini stolti possono deformare l’immagine della identità profonda di una intera nazione.

Questo vale anche per l’Iran in cui si sta commettendo lo stesso errore in quanto le leggi dello stato stanno portando il mondo intero verso una visione tremenda di tutti i musulmani. L’Iran come Stato con le sue leggi in grande parte va in collisione con la legge Coranica (pochi lo sanno!). A meno di applicazioni ideologiche e politiche della sua applicazione, non ha nulla a che fare con la religione islamica nella sua accezione più profonda e nobile. Ma il comportamento dello Stato, definito e autodefinito, islamico trascina con sé reazioni di disprezzo e sospetto che ricadono su tutti, grandi e piccini.

Penso che siano sufficienti questi due esempi per concludere che attingere la forza statuale da una visione distorta e sacrilega della religione sia un problema dovuto più ad una illusione che ad una realtà che si prospetta a tinte fosche, dalla quale presto o tardi si risveglieranno per contemplare le macerie generate della loro stoltezza.