INTELLIGENZA E POTERE: UN SILLOGISMO FALSO E PERICOLOSO

da | Mar 17, 2025 | BLOG

INTELLIGENZA E POTERE: UN SILLOGISMO FALSO E PERICOLOSO

da | Mar 17, 2025 | BLOG

Nell’immaginario collettivo del mondo occidentale è diffuso il sillogismo riportato nel titolo di questo blog, riguardante quelle persone che tutti noi conosciamo e che rappresentano al momento l’icona del potere strettamente collegato alla ricchezza accumulata in grazia di imprese di varia natura: tecnologia, media, social network, ecc.

Fino a un trentennio fa la ricchezza e il potere, che hanno comunque sempre avuto un loro legame, non aveva mai raggiunto i livelli attuali in cui il meccanismo che genera ricchezza è lo stesso che amplifica a dismisura il “potere”. Un potere che oltrepassa il confine nazionale e meramente economico, Oggi esso arriva a spalmarsi sull’intero pianeta amplificando e autoproducendo, con una circolarità impressionante, una infinità ricchezza da ridistribuire in novità (imprese) che possano mantenerla o accrescerla.

Tutti, anche l’uomo della strada, ha imparato a conoscere i nomi di questi potenti e l’ambito in cui operano, le loro ricadute sociali, economiche e politiche: Elon Musk, Donal Trump, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Questi sono i nomi più famosi ma ce ne sono altri.

Se dovessimo intervistare cento persone sarei abbastanza certo che l’idea che si sono fatti di queste figure concorderebbero su un punto: la genialità. Essi attraverso la loro genialità hanno accumulato incalcolabili ricchezze che li hanno fatti diventare da imprenditori a uomini più potenti del mondo.

Questo è uno dei nodi su cui mi voglio soffermare e sul quale vi invito a riflettere: genialità. ricchezza e potere sono collegati fra loro? Forse sì ma non sempre.

Con molta serenità metto in discussione questo complesso sillogismo nel quale forse solo la prima parte dell’impresa potrà essere veritiera. Non tutto quello che può avere avuto un primum movens dall’intelligenza del fondatore o continua grazie a quest’ultima. Il più delle volte proviene dall’acquisto e gestione dell’altrui intelligenza e genialità, di cui si assume  la piena proprietà.

La storia è piena di figure di potere la cui eccellenza economica e politica è stata raggiunta con l’intelligenza ma con atteggiamenti dispotici ed intimidatori.

Ritornando alle figure emblematiche di cui sopra vediamo che ciò che li accomuna non sono le performance intellettuali, ma l’essersi trasformati in breve tempo da ideatori ad imprenditori.

Elon Musk si contraddistingue, fin da bambino, per la sua curiosità in vari ambiti certamente quello prevalente è quello della programmazione sperimentata con un modestissimo Commodore VIC 20. Anche i suoi studi superiori si orientano subito verso l’Economia in quanto quello relativo alla Fisica e Tecnologia dei materiali presso la Stanford University si arena solo dopo due giorni.

Nulla di geniale quindi, se non la verve imprenditoriale. Nel 1995, Elon e suo fratello Kimbal fondarono ZIP2 un’azienda di software web, la cui vendita nel 1995 gli fruttò 22 milioni di dollari. Questo è il punto zero in cui Elon Mask, riassumendo la sua lunga e triste esperienza infantile e adolescenziale di bullizzato, si getta nella mischia con smania di rivalsa attraverso una visione economico-politica orientata non solo all’accumulo, (vecchia filosofia), bensì all’uso della ricchezza che poi sarebbe sfociata in crescita di potere. Oggi Musk non è solo uno degli uomini più ricchi al mondo, ma è l’uomo più potente in assoluto. Nessuno può competere con lui! Non tanto per gli aspetti economici ma per la traduzione del tesoro a sua disposizione in un potere smisurato sull’intero pianeta.

Le nuove imprese come Space X e Starlink non sono frutto dl una sua personale opera, frutto di proprie competenze tecniche, ma della gestione dei cervelli altrui (brains-link) a sua disposizione, a cui affidare una idea, una intuizione, un sogno, o fosse anche un delirio.

In tutto questo non c’è nulla di geniale. La storia insegna che gli imperi si sono creati non a partire dalla genialità degli imperatori, a cui al massimo si poteva attribuire l’impresa della conquista che poteva rimanere efficace circoscritta nello spazio e nel tempo, ma dai frutti del know-how dei conquistati. Non si può dire che Hitler fosse un genio, assolutamente no! Però con una azione ferrea e dittatoriale ha soggiogato molte menti brillanti (ma moralmente discutibili) affidando al suo personale brains-link la realizzazione dei suoi demoniaci progetti. Come lui Stalin, Mao Tze Dong. Nei nostri tempi non temo di citare Donald Trump, Xi Jingping, Vladimir Putin e il leader NordCoreano Kim Jong Un.

Donald Trump, nonostante le possibilità di studi consentiti dalla famiglia (di origine tedesca) e molto facoltosa, fu uno studente mediocre e questo lo indusse a proseguire la carriera imprenditoriale di suo nonno e di suo padre che gli offriva una eccellente start-up. Un’analisi della carriera imprenditoriale di Trump fatta da The Economist nel 2016 ha concluso che i suoi risultati dal 1985 al 2016 sono stati mediocri se paragonati a quelli di altri proprietari di New York, ma nemmeno tanto bassi da portarlo alla bancarotta, tuttavia un’analisi completa non può essere fatta perché, come sottolineato dalla stessa rivista…”certo è che i primi successi di Trump furono collegati essenzialmente all’attività già in essere nella famiglia e che Trump fosse un misto di millanteria, fallimenti d’affari e successo reale”. Io aggiungerei di una aggressività ai limiti della norma.

Anche in questo caso l’ammirazione, oggi, verso Donald Tramp da parte dei politici di tutto il mondo o di persone comuni è più il frutto di fascinazione ideologica, senza alcun fondamento allo spessore intellettuale e culturale del soggetto (su cui tantissimi concordano e vigliaccamente non dichiarano). Anche questo caso non vi è alcun nessun nesso con la sua genialità, delegata al suo personale staff (brains link) gestito con la logica del tycoon, secondo il principio intimidatorio del tipo: “io ti innalzo o io ti distruggo” (you’re fired).

Mark Zuckerberg è l’unica voce fuori del coro. Egli è stato l’artefice in prima persona di una creatura geniale, grazie alle sue competenze. Parliamo del social network mondiale chiamato Face Book. Tuttavia, la sua potenza economica legata alle sue competenze si è fermata lì, mentre tutto il resto del suo potere economico risulta oggi essere frutto di acquisizioni di altri prodotti già esistenti, in particolare due potenti piattaforme: Instagram e Whatsapp. Da qui si evince che il passaggio è stato da creatore ad imprenditore in virtù di una immensa disponibilità economica. Il genio della prima ora passa la mano al gestore di intelligenze di detiene la proprietà

Per le figure politiche della storia del passato e recente non credo che si debba aggiungere altro. Del sillogismo potere-genialità non si intravede neanche l’ombra!!!

La logica del potere di chi detiene una fortuna in termini monetari e di un vasto bacino di intelligenze, si riduce a un foglio extra strong sulla scrivania appena vergato: “Questa è la mia idea, questo è il mio sogno, questo è il mio fine.  Voi realizzatelo!!!”. Il nazismo, in questo modo, è diventato una grande potenza traducendo il delirio di Hitler in fatti concreti storicamente documentabili.

In un mio saggio ho definito questa forma di elaborazione mentale “il pensiero minimo”[1].

Il pensiero minimo è quello fatto di pochi spot, a disposizione di tutti, ma la loro vera efficacia è in chi detiene le leve del potere economico, politico, mediatico. Basti ascoltare le mini-interviste nei telegiornali in cui poche frasi (tweet) sono in grado di accendere gli animi, di alimentare speranze o di indurre grandi paure. Lo sanno bene le Borse di tutto il mondo, in cui questi spot possono in pochi minuti bruciare milioni di dollari o di muovere immensi capitali da una parte all’altra del mercato.

In conclusione, credo di avere sufficientemente circostanziato il falso ideologico che sia la genialità e generare il potere. Alla fin fine è sempre la potenza economica a dare forza alle idee, sane o insane, (e non sempre le persone). Purtroppo, anche la patologia (ad esempio la sindrome di Asperger di ricchi sfondati), o la stupidità, o la follia, con questa logica del possesso del brains link può creare degli imperi di potere smisurato che l’umanità, nella sua frammentazione odierna, non è minimamente in grado di controllare ed è costretta a subire.

E qui si dovrebbe aprire una finestra sull’Intelligenza Artificiale. Lo rimandiamo ad un prossimo blog!

[1] M.E. LUPARIA. “Quale uomo? Riflessioni sul dissolvimento dell’identità umana”, Lateran University Press, Città del Vaticano 2014.